
La ricostruzione immediata ricrea il seno nello stesso intervento della mastectomia: il chirurgo senologo asporta la ghiandola mammaria e, nella stessa anestesia, la chirurga plastica esegue la ricostruzione. Si può fare con una protesi, con un espansore o con tessuti propri, quando le condizioni oncologiche e generali lo permettono.
In équipe con il chirurgo senologo · Cliniche private a Roma
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Che cos'è
Significa affrontare in un'unica operazione due tempi distinti: la mastectomia, che ha uno scopo oncologico, e la ricostruzione mammaria, che ricrea la forma del seno. Al risveglio la ricostruzione è già avviata: la forma definitiva richiede tempo e, a volte, interventi successivi di rifinitura.
La ricostruzione immediata può essere completata in un tempo, con la protesi definitiva o con tessuti propri, oppure in due tempi: durante la mastectomia si posiziona un espansore, che verrà sostituito con la protesi definitiva in un intervento successivo.
Quando il senologo esegue una mastectomia che conserva la pelle del seno (skin-sparing) e, se è sicuro dal punto di vista oncologico, anche l'areola e il capezzolo (nipple-sparing), la ricostruzione immediata può utilizzare questi tessuti. Il tipo di mastectomia è sempre deciso dal senologo.
Indicazioni
Può essere proposta a molte donne che devono affrontare una mastectomia, per un tumore o a scopo preventivo. La decisione tiene conto di diversi fattori:
In alcune situazioni, per esempio quando è necessario iniziare rapidamente altre terapie, l'équipe può consigliare di rimandare la ricostruzione. Rimandare non significa rinunciare: la ricostruzione differita resta possibile anche in seguito.
Il lavoro in équipe
La Dott.ssa Veronica Vietti lavora abitualmente con un'équipe di specialisti di fiducia, a partire dal chirurgo senologo che esegue la mastectomia. Prima dell'intervento il caso viene valutato insieme: il senologo stabilisce il tipo di mastectomia e l'eventuale intervento sui linfonodi, la chirurga plastica pianifica la ricostruzione in base ai tessuti che resteranno dopo l'asportazione.
In sala operatoria il senologo esegue la mastectomia e, nella stessa seduta, la chirurga plastica procede con la ricostruzione. Dopo l'intervento la paziente è seguita da entrambi: dal senologo per la parte oncologica e l'esito dell'esame istologico, dalla chirurga plastica per la guarigione e i controlli della ricostruzione.
Le tecniche
Entrambe le strade sono possibili anche nella ricostruzione immediata.
La protesi definitiva si può posizionare subito quando la pelle conservata è sufficiente e ben vascolarizzata, sotto il muscolo grande pettorale oppure sopra (ricostruzione prepettorale). Quando i tessuti vanno prima distesi, o quando la radioterapia è probabile, si sceglie spesso un espansore.
Anche la ricostruzione con tessuti propri, per esempio con pelle e grasso dell'addome (lembo DIEP), si può eseguire durante la mastectomia. L'intervento e la degenza sono più lunghi; con i lembi liberi, come il DIEP o il TUG, non serve una protesi.
Le caratteristiche di ciascuna tecnica sono descritte nella pagina sulla ricostruzione del seno dopo mastectomia.
Mutazioni BRCA
Alle donne portatrici di mutazioni genetiche che determinano un aumentato rischio di tumore al seno, come quelle dei geni BRCA1 e BRCA2, può essere proposta una mastectomia preventiva (detta anche profilattica o di riduzione del rischio), spesso su entrambi i lati.
In questi casi la ricostruzione immediata è frequente. In assenza di un tumore nel seno operato si può spesso conservare la pelle e, secondo la valutazione del senologo, anche l'areola e il capezzolo. Le tecniche sono le stesse: protesi, espansore o tessuti propri.
È una decisione importante, che di solito matura in un percorso con il genetista e il senologo. Il colloquio con la chirurga plastica serve a capire che cosa comporta la ricostruzione, quali tempi richiede e quali risultati è realistico attendersi.
Radioterapia
A volte la necessità di radioterapia emerge solo dopo l'intervento, con il risultato dell'esame istologico. Le radiazioni possono influire sulla ricostruzione: con le protesi aumenta il rischio di indurimento (contrattura capsulare) e di altre complicanze, mentre i tessuti propri possono ridursi di volume o cambiare forma.
In genere la ricostruzione già eseguita viene mantenuta durante il trattamento. La chirurga plastica rivede il programma insieme all'oncologo radioterapista e gli eventuali interventi successivi si pianificano a radioterapia conclusa, quando i tessuti si sono stabilizzati. Possono servire più tempo e qualche intervento in più, per esempio sedute di lipofilling o, in alcuni casi, il passaggio ai tessuti propri.
Approfondimenti
Panoramica
Ricostruzione immediata o differita, protesi ed espansore, tessuti propri, radioterapia, areola e capezzolo, simmetrizzazione e lipofilling.
LeggiPercorso privato
Le fasi dalla prima visita al ritorno al lavoro, i tempi, la degenza e le coperture di fondi sanitari e assicurazioni.
LeggiFAQ
Non esiste una risposta valida per tutte. La ricostruzione immediata riunisce mastectomia e ricostruzione in un'unica anestesia e può utilizzare la pelle del seno quando il senologo la conserva; quella differita può essere preferibile quando le terapie oncologiche vanno iniziate subito o quando la paziente desidera più tempo per decidere. La scelta si fa insieme all'équipe, caso per caso.
La decisione è condivisa: il senologo e l'oncologo valutano gli aspetti oncologici, la chirurga plastica le possibilità ricostruttive, e la paziente sceglie dopo aver ricevuto tutte le informazioni.
Sì. Il senologo valuta la parte oncologica e il tipo di mastectomia; la chirurga plastica spiega le possibilità di ricostruzione e pianifica l'intervento. Il programma viene poi condiviso tra i due specialisti.
La ricostruzione viene pianificata con l'équipe oncologica proprio per rispettare i tempi delle terapie successive. Come ogni intervento può avere complicanze che allungano la guarigione: per questo la scelta della tecnica tiene conto anche delle cure previste.
Dipende dalle caratteristiche e dalla posizione del tumore. Quando è sicuro dal punto di vista oncologico, il senologo può eseguire una mastectomia che li conserva (nipple-sparing). Se non è possibile, areola e capezzolo si possono ricostruire in un secondo momento.
Spesso sì. La mastectomia preventiva viene frequentemente associata alla ricostruzione immediata, con protesi, espansore o tessuti propri. La decisione matura con il genetista e il senologo; la visita di chirurgia plastica serve a conoscere le opzioni ricostruttive e i loro tempi.
La ricostruzione già eseguita di solito viene mantenuta e il programma si adatta: gli eventuali interventi successivi si pianificano a radioterapia conclusa, insieme all'oncologo radioterapista. Possono servire più tempo e qualche ritocco in più.
Sì, la ricostruzione differita resta possibile anche a distanza di anni. Anche scegliere di non ricostruire è una decisione legittima, da prendere con tranquillità e con tutte le informazioni.
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Prima visita
Puoi scrivere alla dottoressa per fissare una prima visita. Se la mastectomia è già programmata, è utile indicarlo nel messaggio, insieme ai tempi previsti.
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Testo a cura della Dott.ssa Veronica Vietti, chirurgo plastico · Ultima revisione: ottobre 2026
La Dott.ssa Veronica Vietti è chirurgo plastico presso l'IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e ha dieci anni di esperienza in ricostruzione mammaria. In regime libero-professionale opera in diverse cliniche private di Roma, tra cui Ars Medica e Ars Biomedica, in équipe con il chirurgo senologo.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica: indicazioni, tecniche e tempi vanno valutati caso per caso.
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