
Asportazione e ricostruzione dei tumori della pelle
La Dott.ssa Veronica Vietti asporta i tumori della pelle, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma, ed esegue anche la ricostruzione della zona operata. Interviene in tutte le zone del corpo, dal viso, al naso e alle palpebre fino agli arti e al tronco, in collaborazione con dermatologi e oncologi di fiducia.
Studio a Roma Prati · Viso, tronco e arti
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
I tumori della pelle
Quali sono i tumori della pelle più frequenti?
Carcinoma basocellulare
È il tumore della pelle più frequente. Compare soprattutto nelle zone esposte al sole, come il viso, cresce in genere lentamente e raramente si diffonde a distanza, ma se non viene trattato può estendersi ai tessuti vicini.
Carcinoma spinocellulare
Detto anche squamocellulare, nasce dalle cellule degli strati superficiali della pelle. È legato anch'esso all'esposizione al sole e, rispetto al basocellulare, ha una maggiore tendenza a diffondersi: per questo va trattato con tempestività.
Melanoma
Nasce dai melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle, e può comparire su un neo esistente o su pelle sana. È il più aggressivo dei tre e la diagnosi precoce è determinante: un neo che cambia forma, colore o dimensioni va mostrato al dermatologo.
L'asportazione
Come si asporta un tumore della pelle?
Il tumore viene asportato insieme a un margine di pelle sana intorno, la cui ampiezza dipende dal tipo di tumore ed è stabilita dalle linee guida. Il tessuto asportato viene inviato all'esame istologico, che conferma la diagnosi e verifica che i margini siano liberi da cellule tumorali.
In alcuni casi, sulla base del referto istologico, serve un secondo intervento per ampliare l'asportazione: succede per esempio quando i margini non sono sufficienti, oppure nel melanoma, in cui l'ampliamento segue di norma la prima asportazione secondo le linee guida.
Nel melanoma, quando le linee guida lo indicano, la Dott.ssa Veronica Vietti esegue anche la biopsia del linfonodo sentinella: si individua e si asporta il primo linfonodo che drena la zona del tumore, per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse.
La ricostruzione
Come si ricostruisce la zona operata?
Dopo l'asportazione la ferita va chiusa in modo da preservare la funzione e l'aspetto della zona. La Dott.ssa Veronica Vietti utilizza tutte le tecniche ricostruttive:
- chiusura diretta, avvicinando i bordi della ferita, quando la pelle intorno è sufficientemente elastica;
- lembi locali, cioè porzioni di pelle vicina spostate o ruotate per coprire la zona;
- innesti di pelle, con pelle prelevata da un'altra zona del corpo.
La scelta dipende dalle dimensioni e dalla sede del difetto, dalla qualità della pelle e dalle condizioni generali. Ogni intervento lascia una cicatrice, che si cerca di orientare lungo le linee naturali della pelle.
Viso
Viso, naso e palpebre: cosa cambia?
Sul viso l'asportazione e la ricostruzione richiedono particolare attenzione, perché oltre all'aspetto vanno preservate funzioni come la chiusura delle palpebre e la respirazione nasale. In queste zone si ricorre spesso ai lembi locali, che utilizzano pelle vicina con colore e spessore simili.
Dopo l'intervento
Cosa succede dopo l'intervento?
L'esito dell'esame istologico arriva in genere dopo alcune settimane e guida i passi successivi. I controlli nel tempo si svolgono con il dermatologo o con l'oncologo, che stabiliscono la frequenza delle visite in base al tipo di tumore; la chirurga segue la guarigione della ferita e della cicatrice. Proteggere la pelle dal sole e controllarla con regolarità resta importante anche dopo l'intervento.
Prima visita
Come si prepara la prima visita?
La prima visita si svolge nello studio di Lungotevere Michelangelo 9, a Roma (Prati). Conviene portare la relazione del dermatologo, gli eventuali referti di biopsie o di interventi precedenti e l'elenco dei farmaci assunti, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti.
La visita si prenota via email, scrivendo a info@veronicavietti.com oppure con il pulsante «Scrivi alla dottoressa», che apre un messaggio con l'oggetto già compilato. Orari e recapiti sono nella pagina Contatti.
FAQ
Domande frequenti
Serve una biopsia prima dell'asportazione?
Non sempre. Spesso la lesione viene asportata direttamente e la diagnosi arriva dall'esame istologico; in altri casi, per esempio per lesioni estese o in sedi delicate, si esegue prima un piccolo prelievo. Si decide caso per caso.
L'intervento si esegue in anestesia locale?
Sì, nella maggior parte dei casi: le asportazioni si eseguono in anestesia locale, in ambulatorio chirurgico. Gli interventi più estesi si eseguono in day surgery.
Dopo l'asportazione resterà una cicatrice?
Sì, ogni asportazione lascia una cicatrice. Si cerca di orientarla lungo le linee naturali della pelle; nei mesi successivi cambia aspetto e tende a diventare più chiara.
Cosa significa che i margini sono liberi?
Significa che, all'esame istologico, il bordo del tessuto asportato non contiene cellule tumorali. Se i margini non sono sufficienti, può essere indicato un secondo intervento per ampliare l'asportazione.
Perché dopo un melanoma si esegue un secondo intervento?
Dopo la diagnosi istologica di melanoma, le linee guida prevedono di norma un ampliamento intorno alla cicatrice della prima asportazione, con un margine che dipende dalle caratteristiche del tumore.
Cos'è la biopsia del linfonodo sentinella?
È un piccolo intervento che individua e asporta il primo linfonodo che drena la zona del melanoma, per verificare con l'esame istologico se le cellule tumorali si sono diffuse. Si esegue quando le linee guida lo indicano, in base alle caratteristiche del tumore.
Chi segue i controlli dopo l'intervento?
I controlli oncologici si svolgono con il dermatologo o con l'oncologo, che ne stabiliscono la frequenza. La chirurga segue la guarigione della ferita e della cicatrice.
Un neo che cambia aspetto va tolto?
Va mostrato al dermatologo, che valuta se sia necessario asportarlo. Cambiamenti di forma, colore o dimensioni, bordi irregolari o la comparsa di sanguinamento sono segnali da non trascurare.
Cos'è un lembo locale?
È una porzione di pelle vicina alla zona operata che viene spostata o ruotata per coprire il difetto lasciato dall'asportazione, mantenendo il proprio apporto di sangue. Si usa spesso sul viso, perché la pelle vicina ha colore e spessore simili.
Non trovi la risposta che cerchi? Puoi scrivere direttamente alla dottoressa.
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Prima visita
Devi asportare una lesione della pelle?
Puoi scrivere alla dottoressa per fissare una prima visita. Nel messaggio è utile indicare la sede della lesione e se hai già una relazione del dermatologo o il referto di una biopsia.
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Testo a cura della Dott.ssa Veronica Vietti, chirurgo plastico · Ultima revisione: ottobre 2026
La Dott.ssa Veronica Vietti è chirurgo plastico presso l'IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e ha dieci anni di esperienza in ricostruzione mammaria. In regime libero-professionale opera in diverse cliniche private di Roma, tra cui Ars Medica e Ars Biomedica, in équipe con il chirurgo senologo.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica: indicazioni, tecniche e tempi vanno valutati caso per caso.
Profilo della dottoressaFonti
- Linee guida AIOM sul melanoma – Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida