
La mastectomia preventiva asporta la ghiandola mammaria per ridurre il rischio di tumore al seno in donne con un rischio genetico elevato, per esempio per una mutazione dei geni BRCA1 o BRCA2. La mastectomia la esegue il chirurgo senologo; nella stessa operazione la Dott.ssa Veronica Vietti esegue la ricostruzione immediata, più spesso con una protesi.
In équipe con il chirurgo senologo · Cliniche private a Roma
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Che cos'è
È un intervento che si propone a donne sane, senza un tumore in atto, ma con un rischio molto aumentato di svilupparlo. È chiamata anche mastectomia profilattica o di riduzione del rischio. Riguarda soprattutto le portatrici di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 e di altre mutazioni genetiche ad alto rischio, oppure donne con una storia familiare importante valutata dallo specialista.
La mastectomia preventiva riduce in modo importante il rischio di tumore al seno, ma non lo elimina del tutto, perché una piccola quantità di tessuto mammario può restare. Non è l'unica strada: in alternativa si può seguire un programma di sorveglianza con controlli ravvicinati. La scelta è personale e non è urgente.
Il percorso
La decisione matura in un percorso con più specialisti: il genetista, che valuta il rischio e il significato della mutazione; il chirurgo senologo, che esegue la mastectomia e ne stabilisce il tipo; la chirurga plastica, che pianifica la ricostruzione.
Spesso le pazienti si rivolgono prima alla Dott.ssa Veronica Vietti: la prima visita può essere il punto di partenza del percorso, che la dottoressa coordina con la sua équipe di specialisti di fiducia, a partire dal chirurgo senologo. Quando la consulenza genetica non è ancora stata eseguita, la dottoressa indirizza la paziente al genetista. Il colloquio serve a capire che cosa comporta la ricostruzione, quali tempi richiede e quali risultati è realistico attendersi.
La ricostruzione
Nella mastectomia preventiva la ricostruzione è di solito immediata, cioè eseguita nella stessa anestesia, come descritto nella pagina sulla ricostruzione immediata. La tecnica più usata è la protesi, che può essere posizionata sotto o sopra il muscolo grande pettorale a seconda delle condizioni cliniche.
In alcuni casi si valuta un espansore, da sostituire in un secondo tempo con la protesi definitiva, oppure la ricostruzione con tessuti propri. Le caratteristiche delle diverse tecniche sono descritte nella pagina sulla ricostruzione del seno dopo mastectomia.
Areola e capezzolo
Di norma, nella mastectomia preventiva si conservano la pelle del seno, l'areola e il capezzolo (mastectomia nipple-sparing). La decisione spetta al chirurgo senologo, che la prende in base alla valutazione oncologica e anatomica di ciascun caso.
Quando l'areola e il capezzolo non si possono conservare, si possono ricostruire in una fase successiva, come spiegato nella sezione su areola e capezzolo.
Sensibilità
È la domanda che le pazienti pongono più spesso, e la risposta va data con chiarezza:
La forma e l'aspetto del seno possono essere ricostruiti, mentre la sensibilità non torna quella di prima. È utile parlarne in visita, prima di prendere una decisione.
Bilaterale
Nelle donne con una mutazione genetica la mastectomia preventiva riguarda spesso entrambi i seni. In questo caso anche la ricostruzione è bilaterale, con l'obiettivo di ottenere due seni il più possibile simmetrici. Se in passato è già stato operato un seno per un tumore, la mastectomia preventiva può riguardare il solo seno controlaterale, con ricostruzione immediata: la decisione si prende con gli specialisti.
Tempi e coperture
Le fasi del percorso, dalla prima visita alla degenza e ai controlli, sono descritte nella pagina sul percorso in clinica privata. Il ritorno al lavoro avviene in genere tra 20 e 45 giorni, secondo il tipo di lavoro e di intervento.
La copertura da parte dei fondi sanitari e delle assicurazioni dipende dal singolo fondo: è consigliabile verificare le condizioni prima di programmare l'intervento. Anche il Servizio sanitario nazionale prevede percorsi per le donne ad alto rischio genetico, organizzati a livello regionale.
Prima visita
La prima visita si svolge nello studio di Lungotevere Michelangelo 9, a Roma (Prati). Conviene portare, se disponibili, l'esito del test genetico, i referti di mammografia, ecografia o risonanza e le relazioni degli specialisti già consultati.
La visita si prenota via email, scrivendo a info@veronicavietti.com oppure con il pulsante «Scrivi alla dottoressa», che apre un messaggio con l'oggetto già compilato.
Approfondimenti
Panoramica
Ricostruzione immediata o differita, protesi ed espansore, tessuti propri, radioterapia, areola e capezzolo, simmetrizzazione e lipofilling.
LeggiRicostruzione immediata
Cosa significa ricostruire durante la mastectomia, chi può farlo, come si coordinano senologo e chirurga plastica, mutazioni BRCA e radioterapia.
LeggiTessuti propri
Il lembo DIEP dall'addome e il lembo TUG dalla coscia: chi è candidata, durata dell'intervento, cicatrici, recupero e ricostruzione bilaterale.
LeggiPercorso privato
Le fasi dalla prima visita al ritorno al lavoro, i tempi, la degenza e le coperture di fondi sanitari e assicurazioni.
LeggiRevisione
Quando si valuta una revisione, le opzioni dopo la radioterapia, l'infezione o la rimozione della protesi, il passaggio ai tessuti propri e la preparazione della prima visita.
LeggiFAQ
Non necessariamente. La prima visita può essere il punto di partenza del percorso, che viene poi coordinato con gli altri specialisti. Se il test è già stato eseguito, conviene portarne l'esito insieme agli altri referti.
No. Lo riduce in modo importante, ma non lo azzera, perché una piccola quantità di tessuto mammario può restare. I controlli successivi vengono indicati dagli specialisti che seguono il percorso.
Perché in genere la pelle del seno è conservata e non ha ricevuto radioterapia, condizioni favorevoli per una protesi, e l'intervento è più breve. La ricostruzione con tessuti propri resta un'alternativa da valutare in visita.
No. L'areola e il capezzolo conservati mantengono forma e aspetto, ma la loro sensibilità propria non si recupera. La sensibilità della pelle del seno, invece, può tornare in parte, in misura non prevedibile.
La decisione si prende con gli specialisti, in base al tipo di rischio e alla storia clinica. Nelle donne con una mutazione genetica si discute spesso l'intervento su entrambi i lati; quando un seno è già stato operato, può riguardare solo l'altro.
La mastectomia preventiva non è un intervento urgente: c'è il tempo per informarsi, porre domande e confrontarsi con gli specialisti e con le persone vicine prima di decidere.
No: la mastectomia asporta la ghiandola mammaria, quindi dopo l'intervento l'allattamento dal seno operato non è possibile. È un aspetto da considerare nella scelta dei tempi, se si desidera una gravidanza.
Dipende dal singolo fondo sanitario o dalla polizza: è consigliabile verificarlo prima di programmare l'intervento. Anche il Servizio sanitario nazionale prevede percorsi per le donne ad alto rischio genetico.
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Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Prima visita
Puoi scrivere alla dottoressa per fissare una prima visita. Nel messaggio è utile indicare se hai già eseguito il test genetico e se sei già seguita da altri specialisti.
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Testo a cura della Dott.ssa Veronica Vietti, chirurgo plastico · Ultima revisione: ottobre 2026
La Dott.ssa Veronica Vietti è chirurgo plastico presso l'IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e ha dieci anni di esperienza in ricostruzione mammaria. In regime libero-professionale opera in diverse cliniche private di Roma, tra cui Ars Medica e Ars Biomedica, in équipe con il chirurgo senologo.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica: indicazioni, tecniche e tempi vanno valutati caso per caso.
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