
La ricostruzione con tessuti propri ricrea il seno con pelle e grasso prelevati da un'altra zona del corpo, senza bisogno di una protesi. I lembi che la Dott.ssa Veronica Vietti esegue più spesso sono il DIEP, che utilizza il tessuto della parte bassa dell'addome, e il TUG, dalla coscia interna. È un intervento più lungo di una ricostruzione con protesi e la sua indicazione si valuta caso per caso.
Lembi DIEP e TUG · Ricostruzione mono e bilaterale
Per informazioni e appuntamenti: info@veronicavietti.com
Perché i tessuti propri
Il seno ricostruito con i propri tessuti ha una consistenza morbida e tende a cambiare nel tempo insieme al corpo, per esempio con le variazioni di peso. Con i lembi liberi, come il DIEP o il TUG, non serve una protesi, e quindi non ci sono i controlli e le possibili sostituzioni legati a un impianto.
In cambio l'intervento è più lungo e lascia una cicatrice anche nella zona da cui il tessuto viene prelevato. È un'opzione da considerare in particolare quando i tessuti del torace hanno ricevuto la radioterapia, oppure quando la paziente preferisce non avere un impianto. Una panoramica di tutti i lembi è nella sezione sulla ricostruzione con tessuti propri della pagina principale.
Lembo DIEP
Il lembo DIEP utilizza pelle e grasso della parte bassa dell'addome, la stessa zona che si rimuove in un'addominoplastica. Il nome viene dai vasi sanguigni che lo nutrono (in inglese deep inferior epigastric perforator): il tessuto viene staccato insieme a questi vasi e ricollegato ai vasi del torace con suture eseguite al microscopio.
Il muscolo retto dell'addome non viene prelevato: si risparmia, e i vasi vengono separati dalle sue fibre. Con il tessuto trasferito si modella un nuovo seno, con una forma adattata alla corporatura della paziente e, nelle ricostruzioni di un solo lato, al seno controlaterale.
Dopo il prelievo l'addome presenta una cicatrice simile a quella di un'addominoplastica: bassa, da un fianco all'altro, oltre a una cicatrice intorno all'ombelico.
Lembo TUG e alternative
Quando l'addome non offre tessuto sufficiente, per esempio in una corporatura molto magra o dopo alcuni interventi addominali, si può utilizzare il lembo TUG. Preleva pelle, grasso e un piccolo muscolo dalla parte alta dell'interno coscia, con una cicatrice nascosta in genere nella piega dell'inguine e lungo la coscia.
Esistono altre possibilità, come i lembi dalla parte posteriore della coscia (PAP) o dal gluteo (SGAP e IGAP). Le loro caratteristiche sono descritte nella sezione sulla ricostruzione con tessuti propri.
Indicazioni
La scelta dipende dalla corporatura, dal tessuto disponibile e dalle condizioni generali. Alcune situazioni rendono questo intervento meno adatto o vanno valutate con particolare attenzione:
Oltre agli esami preoperatori consueti, di solito non sono previsti esami specifici dei vasi sanguigni: la valutazione si basa sulla visita e sulla storia clinica.
L'intervento
Indicativamente una ricostruzione con lembo DIEP da un solo lato dura circa 4 ore, una ricostruzione bilaterale circa 6 ore. La durata è però molto variabile da caso a caso.
Nei primi giorni il lembo viene controllato con frequenza, osservandone il colore, la temperatura e la circolazione, per verificare che i vasi ricollegati funzionino. La degenza dura in genere 2–5 giorni e la dimissione si decide in base al decorso.
Recupero
Il ritorno al lavoro avviene in genere tra 20 e 45 giorni, secondo il tipo di lavoro e l'estensione dell'intervento. Le attività fisiche più impegnative si riprendono in modo graduale, su indicazione della chirurga, tenendo conto sia del seno ricostruito sia della zona di prelievo.
Quando ricostruire
Sì, quando le condizioni oncologiche e generali lo permettono: la ricostruzione con tessuti propri si può eseguire nello stesso intervento della mastectomia, come descritto nella pagina sulla ricostruzione immediata. Si può eseguire anche in un secondo tempo (ricostruzione differita), per esempio dopo la radioterapia, oppure per sostituire una protesi che ha dato problemi: in questo caso se ne parla nella pagina sulla revisione di una ricostruzione.
Bilaterale
Sì. La Dott.ssa Veronica Vietti esegue anche ricostruzioni bilaterali con lembo DIEP: il tessuto della parte bassa dell'addome viene diviso in due metà, una per lato. L'intervento è più lungo e richiede che il tessuto disponibile sia sufficiente per entrambi i seni. È una situazione frequente, per esempio, dopo una mastectomia preventiva su entrambi i lati.
Prima visita
La prima visita si svolge nello studio di Lungotevere Michelangelo 9, a Roma (Prati). Conviene portare i referti oncologici, la descrizione di eventuali interventi precedenti, compresi quelli all'addome, e l'elenco dei farmaci assunti.
La visita si prenota via email, scrivendo a info@veronicavietti.com oppure con il pulsante «Scrivi alla dottoressa», che apre un messaggio con l'oggetto già compilato.
Approfondimenti
Panoramica
Ricostruzione immediata o differita, protesi ed espansore, tessuti propri, radioterapia, areola e capezzolo, simmetrizzazione e lipofilling.
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Il lembo DIEP preleva pelle e grasso e risparmia il muscolo retto dell'addome: i vasi vengono separati dalle sue fibre senza asportarlo. La parete addominale viene richiusa con cura e la ripresa degli sforzi è graduale, su indicazione della chirurga.
Una cicatrice bassa, da un fianco all'altro, simile a quella di un'addominoplastica, più una cicatrice intorno all'ombelico. Come tutte le cicatrici, cambia aspetto nei mesi successivi all'intervento.
Indicativamente circa 4 ore per la ricostruzione di un solo seno e circa 6 ore per entrambi. I tempi sono molto variabili da caso a caso e si discutono in visita.
Dipende dall'intervento: alcune operazioni possono aver modificato i tessuti o i vasi della zona. Si valuta in visita e, quando l'addome non è adatto, si può considerare un tessuto diverso, come quello dell'interno coscia (lembo TUG).
Il fumo può ostacolare la circolazione del lembo e la guarigione delle ferite, e rende l'intervento meno adatto. La situazione si valuta in visita, dove si discute anche la sospensione del fumo prima dell'intervento.
Sì: essendo fatto di tessuto della paziente, tende a seguire le variazioni di peso del corpo, aumentando o riducendo di volume. Per questo è utile arrivare all'intervento con un peso il più possibile stabile.
Oltre agli esami preoperatori consueti, di solito non sono previsti esami specifici dei vasi sanguigni: la valutazione si basa sulla visita e sulla storia clinica.
Sì, quando il tessuto della parte bassa dell'addome è sufficiente per due lati: viene diviso in due metà, una per ciascun seno. L'intervento dura di più rispetto a una ricostruzione di un solo lato.
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Testo a cura della Dott.ssa Veronica Vietti, chirurgo plastico · Ultima revisione: ottobre 2026
La Dott.ssa Veronica Vietti è chirurgo plastico presso l'IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e ha dieci anni di esperienza in ricostruzione mammaria. In regime libero-professionale opera in diverse cliniche private di Roma, tra cui Ars Medica e Ars Biomedica, in équipe con il chirurgo senologo.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica: indicazioni, tecniche e tempi vanno valutati caso per caso.
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